A Cipro erano pronti a regolamentare le scommesse on line, ma il disegno di legge che avevano mandato alla Commissione europea per l’esame preventivo, il cosiddetto “standstill” di 3 mesi, ha subìto un arresto che, a quanto pare, non avevano previsto: Malta, come Paese membro dell’Unione, ha espresso un parere molto dettagliato con delle obiezioni sulla conformità della normativa rispetto alle norme europee.

Quelle che stabiliscono, come principio fondamentale dell’Unione, la libera circolazione di merci e servizi in tutta l’area. Questo intervento, a pochi giorni dalla scadenza dello standstill, ha spostato il termine di altri 3 mesi, ovvero alla fine di dicembre.

Nel disegno di legge cipriota, che era stato spedito alla Commissione a fine giugno, ci sono 2 articoli che sembrano in conflitto con la legge del 2012, compreso quello che riguarda la blacklist, ovvero i siti di gioco non autorizzati dal Governo locale che dovrebbero essere bloccati dai service provider su precisa indicazione delle autorità.

Secondo questa bozza, i bookmaker autorizzati dovrebbero pagare il 10% di tassa calcolato sui ricavi netti, oltre ad un’ulteriore imposta dell’1% da destinare alle iniziative di gioco responsabile e il 2% per supportare le organizzazioni sportive cipriote.

Il regolatore cipriota, la National betting authority, aveva aperto lo scorso anno una finestra dal 3 ottobre al 3 novembre per consentire agli operatori di betting di presentare domanda di licenza. Tra le 8 compagnie che avevano già ricevuto una licenza di betting on line di classe B c’è anche Bet365.

GVC’s Sportingbet era stata invece autorizzata lo scorso novembre con una licenza transnazionale. Nella nuova bozza di legge, dovrebbe venir meno l’obbligo per gli operatori di avere una filiale operativa nella Repubblica Cipriota per ottenere la licenza di classe B.

Rimane, invece, il divieto per casinò on line e betting exchange, previsto già dalla legge del 2012 che prevede anche una pena detentiva fino a 12 mesi o una multa fino a 50mila euro per i giocatori che dovessero violare questo divieto. Non sono state espresse obiezioni dagli altri Paesi membri sul Codice di condotta della pubblicità di scommesse e di altre forme di promozione, comprese quelle televisive.

Articolo scritto da Giampiero Moncada sul numero 79 del 6 ottobre 2017 di Totoguida e Scommesse.

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