Dopo un anno di dure trattative l’esecutivo guidato da Gentiloni e gli enti locali trovano l’intesa per ridisegnare la rete dei giochi: restano però in piedi distanziometri e fasce orarie.

Dopo più di un anno di trattative Governo e Regioni trovano un’intesa per ridisegnare la rete dei giochi, ma l’accordo non risolve una serie di questioni e per il momento è stato accolto con estrema freddezza dal settore.

In sostanza, oltre alla riduzione del numero delle slot già attuato con un decreto pubblicato nelle settimane scorse, il documento sottoscritto giovedì scorso prevede il taglio dei punti di vendita dei giochi: dai circa 98mila che esistono oggi si arriverà a 55mila, ovvero 10mila agenzie o negozi di gioco; 5mila corner; 3mila tra sale VLT e Bingo; e 30-35mila bar e tabacchi che saranno in grado di assicurare determinati standard qualitativi.

Distanziometri e fasce orarie restano in piedi: le Regioni e i Comuni potranno infatti determinare i criteri per collocare le sale da gioco sul territorio. Giovedì scorso, inoltre, le Regioni hanno chiesto di inserire un emendamento per poter adottare «forme maggiori di tutela per la popolazione»: in pratica per poter inasprire le restrizioni già adottate.

Questi poteri però avranno delle limitazioni, a iniziare dal fatto che una volta ridisegnata la rete Regioni e Comuni dovranno riscrivere le proprie norme («si adegueranno ») per rispettare l’impianto complessivo.

Dovranno poi garantire «una equilibrata distribuzione nel territorio », e quindi dovranno evitare il «formarsi di ampie aree nelle quali l’offerta di gioco pubblico sia o totalmente assente o eccessivamente concentrata».

Per quanto riguarda le fasce orarie, infine, è previsto uno stop di massimo 6 ore al giorno, da definire «d’intesa con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in una prospettiva il più omogenea possibile nel territorio nazionale e regionale».

Si tratta comunque di un accordo di massima: una serie di aspetti concreti devono ancora essere definiti, ad iniziare dal numero di sale e punti gioco che ospiterà ciascuna Regione. Governo e Territori torneranno quindi ad incontrarsi in tavoli paralleli. Il tutto verrà riversato in un decreto che – come prevede lo stesso accordo siglato giovedì scorso – deve vedere la luce entro il 31 ottobre.

Articolo scritto da Gioel Rigido sul numero 72 del 21 settembre 2017 di Totoguida e Scommesse.

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