I giudici amministrativi di Palazzo Spada danno ragione alla Regione Lombardia: le distanze valgono soltanto per slot e videolottery.

Le scommesse sono meno pericolose di slot e videolottery, per questo la scelta della Regione Lombardia di imporre le distanze solo alle macchinette è perfettamente legittima. Lo scrive la Quarta Sezione del Consiglio di Stato respingendo la richiesta del Comune di Milano di rimettere la questione alla Corte Costituzionale.

Tutto parte da una diffida ad aprire che lo stesso Comune ha inviato a una sala scommesse nel febbraio 2015, appunto perché l’esercizio non rispetta le distanze minime da alcuni luoghi sensibili. La Legge Regionale della Lombardia – da cui le norme milanesi derivano – fa riferimento però ai soli apparecchi da intrattenimento, e nulla dice sulle agenzie di scommesse.

La questione finisce di fronte al Tar Lombardia che accoglie la tesi dell’esercizio: il Comune di Milano – estendendo le restrizioni anche alle sale scommesse – ha «usurpato, nel caso di specie, una competenza normativa riservata alla legislazione concorrente di Stato e Regione».

E il Consiglio di Stato adesso aggiunge che slot e videolottery «paiono i più insidiosi nell’ambito del fenomeno della ludopatia, in quanto, a differenza dei terminali per la raccolta delle scommesse, implicano un contatto diretto ed esclusivo tra l’utente e la macchina, senza alcuna intermediazione umana volta a disincentivare, per un normale meccanismo psicologico legato al senso del pudore, l’ossessione del gioco, specie nella fase iniziale del processo di dipendenza patologica».

Di conseguenza la decisione della Lombardia di imporre solo agli apparecchi il rispetto delle distanze non può essere censurata: è vero che la stessa Corte Costituzionale ha spiegato che le Regioni possono «trattare allo stesso modo sale giochi e sale scommesse ai fini di prevenire la ludopatia».

Tuttavia «siccome non si può negare che tra le due attività (gioco con apparecchio tipo slot/raccolta scommesse su eventi futuri) esiste una certa differenza di base, allo stato non sembra al Collegio che la opposta scelta privilegiata dalla regione Lombardia travalichi – almeno in misura qui apprezzabile – i confini della discrezionalità legislativa».

Articolo scritto da Gioel Rigido sul numero 70 del 05 settembre 2017 di Totoguida e Scommesse.

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