Nel pokerslang la parola tilt indica una condizione di sofferenza psicologica ed emotiva che il giocatore sperimenta a seguito di proprie cattive giocate, di comportamenti disturbanti degli avversari o anche della sfortuna.

La parola anglosassone tilt, che significa inclinazione, ha un’origine molto antica, ben più antica dell’epoca dei flipper che l’ha resa famosa in tutto il mondo: il tilt era quella giostra medioevale durante la quale due cavalieri dovevano cercare di disarcionare l’avversario con la lancia mentre si caricavano a vicenda separati da una staccionata.

Il tilt era un modo per praticare l’arte della guerra (Enciclopedia Britannica online).

Più recentemente il tilt è nel mondo dei giochi arcade il momento in cui il flipper si blocca e la pallina cade irrimediabilmente nel buco. Questo blocco si attiva quando il giocatore, barando, cerca di manipolare i movimenti della pallina sollevando e inclinando il flipper rispetto al suolo.

Sia nel mondo delle giostre medioevale, sia in quello dei flipper, il tilt indica la fine dei giochi.

Nel poker il tilt definisce un processo decisionale dannoso causato dalla perdita di controllo legata allo sperimentare emozioni come la rabbia: il giocatore si arrabbia, perde il controllo e prende decisioni che possono avere esiti catastrofici.

Quali sono le caratteristiche che proteggono i giocatori dal tilt e quali invece li predispongono a questa esperienza?

In uno studio su 417 giocatori di poker online (Palomaki, 2014), i risultati dicono che i giocatori con più esperienza di gioco subiscono meno il tilt nella singola mano, ma in realtà sono coloro i quali hanno i tilt più gravi nel lungo termine: hanno i tilt più intensi, più frequenti e li percepiscono come più dannosi rispetto ai meno esperti.

Inoltre è stato trovato che, a prescindere dall’esperienza, i giocatori con la più alta sensibilità alle sconfitte hanno i tilt più gravi.

Gli stessi ricercatori (Palomaki, 2013) avevano già dimostrato che i giocatori esperti fossero in grado di prendere migliori decisioni, in base a criteri matematici, e che dal punto di vista emotivo si impegnassero maggiormente nell’esaminare i propri pensieri e le proprie emozioni (vedi la consapevolezza di sé nell’articolo sulle funzioni esecutive e nell’articolo sull’effetto Dunning-Kruger) e avessero meno pensieri ossessivi in grado di bloccare le loro attività cognitive.

In un ulteriore studio (Laakasuo, 2014) gli stessi ricercatori hanno trovato che nel processo decisionale la rabbia diminuisse l’accuratezza matematica nei giocatori online solo quando essi erano guardati da una coppia di occhi virtuali che comparivano sullo schermo di gioco, seguendo i movimenti del cursore del mouse.

I giocatori esperti riuscivano comunque a prendere decisioni matematiche più accurate degli inesperti anche in questa condizione.

Il tilt fa dunque parte del poker e viene sperimentato da tutti i giocatori, esperti ed inesperti. Addirittura i giocatori possono strategicamente cercare di fare andare in tilt l’avversario, giocando poi un poker tight-aggressive per batterlo più agevolmente.

Solitamente, infatti, i giocatori che vanno in tilt, in preda alla rabbia, reagiscono con uno stile di gioco loose-aggressive, giocando troppe mani, facendo insensati call e raise, nel tentativo di rifarsi dei soldi perduti.

I giocatori esperti, che hanno una migliore consapevolezza di sé (vedi articolo effetto Dunning-Kruger e articolo funzioni esecutive) e una più accurata teoria della mente (vedi articolo Poker e Teoria della Mente), possono leggere più agevolmente i propri pensieri, emozioni ed intenzioni e comprendere meglio quelli degli avversari.

Possono così nella singola mano riuscire a minimizzare gli effetti negativi dei propri tilt e a massimizzare quelli dei tilt degli avversari.

Nella loro carriera sono destinati però a sperimentare i tilt più gravi nel lungo termine.

Dott. Mauro Schiavella

BIBLIOGRAFIA

Laakasuo M, Palomaki J, Salmela M (2014), “Emotional and Social Factors influence Poker Decision Making Accuracy”, J Gambl Stud, Mar 16 .

Palomaki J,  Laakasuo M, Salmela M (2013), “<Don’t worry, it’s just poker!>–experience, self-rumination and self-reflection as determinants of decision-making in on-line poker, J Gambl Stud, Sep;29(3):491-505.

Palomaki J,  Laakasuo M, Salmela M (2014), “Losing more by losing it: poker experience, sensitivity to losses and tilting severity”, J Gambl Stud, Mar;30(1):187-200.

SITOGRAFIA

http://www.britannica.com/EBchecked/topic/306797/joust#ref95060

http://www.britannica.com/EBchecked/topic/561041/sports/253553/Rome#toc253554

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