Sappiamo che sei in ritorno da Vienna dove hai piazzato un ottimo 5° posto al WPT EXPERIENCE, parlaci appunto dell’esperienza di questo week end.

Direi semplicemente grandioso, si è giocato davvero un gran poker. Il WPT è un’imponente organizzazione internazionale che ha l’umiltà di confrontarsi sempre con i players come ha dimostrato anche recentemente a Sanremo. Credo abbiano in Christian Scalzi il miglior TD in circolazione, una struttura eccellente e ho molti amici stranieri che partecipano ai loro eventi per cui ci vado sempre volentieri. Poi come sempre i buoni risultati aiutano a vedere positivo.

Parlaci di Vienna e in particolare del Casinò Montesino.

Vienna è un posto fantastico che conoscevo già, in inverno e specialmente verso Natale ha un’atmosfera magica. Al Casinò Montesino mi ha colpito molto la professionalità dei Dealer, tutti ragazzi davvero preparati e che applicano le regole alla lettera.

Ottimo anche il cash game, unico difetto è che fanno fumare ai tavoli.

Cosa ne pensi della situazione del poker nei Casinò europei.

Penso sia molto diversa rispetto all’Italia innanzitutto proprio perché nel poker ci credono molto a differenza di noi, la cultura degli operatori ma anche degli stessi giocatori verso il poker è davvero ad un altro livello. Sinceramente sedersi a un tavolo con giocatori italiani o stranieri sembra quasi di giocare a un altro gioco.

Cosa ne pensi della situazione del poker nei circoli italiani.

In questo caso la domanda si fa più complessa. In Italia nei circoli ma anche nei Casinò, oramai si è persa davvero ogni misura.

Viviamo in un mercato completamente “dopato”, ci si rincorre uno con l’altro con garantiti sempre più alti (che spesso non vengono raggiunti), con rebuy, addon, con Day1 a cui tra poco non basteranno più le lettere dell’alfabeto, per non parlare poi di tutte le attività connesse che si sono inventati pur di spremere i giocatori. Tutto questo va a scapito del gioco vero e proprio e soprattutto dei players che inevitabilmente finiscono schienati, quando si perde la misura non è mai un bene per nessuno.

Sappiamo che a Vienna hai incontrato Andrea Tucci, patron dell’ETOP che si svolgerà tra poco proprio al Montesino, perché lo stai seguendo da vicino, cosa ne pensi del progetto e quali sono i punti di forza.

Grazie per offrirmi l’occasione di chiarire pubblicamente alcuni concetti. Andrea lo conosco da molto tempo e alcuni mesi fa dopo aver letto un mio articolo su quanto il mondo del poker fosse cambiato mi confidò una pazza idea che gli passava per la testa, mi disse infatti che gli sarebbe piaciuto creare un format davvero a misura di giocatori e mi chiese di sondare il terreno tra le mie conoscenze (giocatori di tutti i livelli dai top players agli occasionali).

Bene, io ho raccolto oltre 200 feedback in merito a ciò che ai giocatori piaceva, ma soprattutto ciò che proprio non sopportavano e da lì è partito il progetto ETOP che è e resta una cosa di Andrea a cui io cerco solo di dare qualche contributo per ciò che posso. Devo dire però che mi sfrutta molto (sorride).

Di sicuro i punti di forza, se verranno compresi, sono le novità e le basi su cui è fondato:

Torneo freezout, il time nelle decisioni, il doppio board e i paracadute contro i Cooler, se ci aggiungi poi che Andrea non è un organizzatore puro ma più che altro un appassionato e che quindi non lega ai tornei attività parallele come vendita di camere o altro e le location che ha scelto credo che possa davvero essere un successo perché questo torneo racchiude ciò che i giocatori, almeno a parole, dicono di volere.

Sono convinto che se sarà compreso questo progetto può davvero cambiare l’approccio al giochino.

Quali saranno le tue prossime attività legate al poker e in particolare, a quali eventi parteciperai.

In realtà non ho nessuna attività specifica legata al poker nonostante qualcuno continui a pensarlo. Come sai mi diletto a scrivere sul poker, mi piace  molto studiare e informarmi, godo di un ottima stima da parte di molti organizzatori, degli addetti ai lavori ma soprattutto della maggior parte dei giocatori sia italiani che esteri dai quali ricevo quotidianamente attestati in tal senso e li ringrazio per questo, per cui continuerò come sempre semplicemente a giocare e a divertirmi a farlo.

Prevalentemente giocherò all’estero almeno finché in Italia non cambierà la mentalità e cercherò di partecipare a quegli eventi dove le strutture abbiano un senso (WPT ad esempio) e di quelle organizzazioni che sapranno offrire qualcosa di più e di diverso ai giocatori, di sicuro quindi proverò a Vienna il nuovo circuito ETOP così come sono curioso di vedere cosa s’inventerà PokerStars per sostituire IPT ed EPT.

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