Se di tattica si può parlare quando si ha al tavolo un gran “bel” non-giocatore, questo è l’articolo giusto.

Se di tattica si può parlare perché ovviamente se uno non sa giocare non può avere nemmeno una sua tattica o logica…ma proviamo a guardare oltre.

Evito di inquadrarvi per prima cosa chi sia o meno un “asinello”: se siete assidui lettori del nostro giornale voi non lo siete, ma sapete più o meno bene individuarlo.

Andiamo quindi diretti su noi stessi:

Gestirlo tatticamente si può fare; meglio se lo abbiamo a sinistra e non a destra…è come prolungare la nostra posizione di bottone perché, si sa, il donk tende a essere un iper-loose-aggressive. Se lo abbiamo a destra lo riusciamo a gestire solo quando vogliamo rubare pre-flop da bottone su piatti family.

Averlo a sinistra invece può voler dire molto di più: si hanno parecchi vantaggi anche post-flop. Al cash (perché no?) con la scusa del “sono scaramantico” potreste anche cambiar posto e portarvelo a sinistra… J (Sono terribile lo so…).

Vediamo il post-flop…

Partiamo sempre dal presupposto che noi si fa check (salvo casi diversi puntualmente da voi già immaginati…). Aspettiamo tutta l’azione del tavolo, donk nella mano (perché il donk è sempre nella mano) e poi agiamo. Un esempio abbastanza comune può essere il seguente: abbiamo KJ e vediamo un flop QJ4 senza colori doppi.

Ci sono 4 giocatori nella mano e siamo in MP. Il first-raiser preflop chi è? Il donk di turno di cutoff. I due prima di noi hanno già fatto check, la nostra mano è discreta se non di più, ma anche noi lasciamo la parola al nostro donk che ovviamente? Punterà.

L’azione tornerà ai due giocatori più capaci alla nostra destra e se uno di loro rilancia noi foldiamo tranquillamente gratis senza aver speso nulla con la nostra middle pair.

Capire così facilmente dove ci troviamo nella mano è stato solo grazie al nostro amico a sinistra!

Non solo: il nostro donk può anche essere “usato-sfruttato” per restringere il campo dei giocatori al tavolo, puntando noi e sperando (avendo semi-certezza) che lui rilancerà ancora…

Ci troveremo in una situazione nella quale tornando la parola alla nostra destra giocatori a progetto o con middle pair passeranno facilmente e consentendo a noi di chiamare ma di vedere un turn a due dove il nostro check è “quasi” segnato, sperando di poter rilanciare il donk se incastriamo qualcosa di meglio.

Quando funziona? Quando abbiamo magari una coppia servita che mal si sposa, con l’allungarsi del board, con troppi giocatori tra le scatole.

Infine, ricordando l’articolo sul come costruire piatti più grossi a nostro vantaggio, l’asinello di turno anche qui può servirci.

A un tavolo comunque loose dove troviamo anche il donk di turno, possiamo veramente sperare di farci dei bei piatti. Perché?

Applicare le tattiche suggerite in quell’articolo con mani già fatte post-flop (set, colori ecc) può fare “cadere” il donk (e pure altri opponents) nella nostra tattica prevista .

L’importante è: non giocate mai in modo slow con donk al tavolo, soprattutto quando composto da giocatori molto loose.

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