Nell’ultimo articolo abbiamo suggerito un elenco di azioni o motivazioni che possono facilitare, o meno, l’implementazione di un bluff.

Erano le seguenti sei:

  1. Valutare la tipologia di giocatore
  2. Valutare il giro di puntate nel quale ci troviamo
  3. Valutare la nostra o altrui posizione al tavolo
  4. Valutare la numerosità di avversari nella mano
  5. Valutare la percezione che gli altri hanno di noi al tavolo
  6. Leggere il board

Vediamole ora una ad una.

1-Valutare la tipologia di giocatore

Avversari particolarmente chiusi, o che lo diventano causa short-stack, sono gli obiettivi più facili di una puntata in bluff. La puntata, principalmente post-flop, rivela in tal caso facili informazioni sulla mano in possesso di tali avversari a seconda della loro risposta (call: progetti o coppia non alta. Raise: top pair, set, ecc).

2-Valutare il giro di puntate nel quale ci troviamo: River is better!

Quando siete rimasti in gioco principalmente per le pot-odds, ma temete che possano concludersi dei progetti per gli avversari, ecco che al river potete essere certi se tale “realizzazione” è avvenuta o meno. Può essere questo il momento esatto per una puntata in bluff anche solo con una top-pair senza kicker rilevante (solo per fare un esempio).

3-Valutare la nostra o altrui posizione al tavolo

Quando vi trovate in posizione di dealer o cut off e si arriva da un preflop “tranquillo” e da una serie di check al flop, ecco che si può presentare il momento per un “bet-the-pot” in bluff. Due considerazioni: siate pronti a foldare a qualsiasi raise; è una delle tecniche di bluff più conosciute anche dai principianti.

4-Valutare la numerosità di avversari nella mano

Per la serie “facile fregarne pochi, arduo ingannarne dieci”; se, magari da BB e su un flop con carte medio-basse, uscite bettando contro uno o due avversari, la tecnica del bluff può certamente essere dalla vostra: da una posizione di buio si può davvero aver legato di tutto e dopo pochi miseri call pre-flop, gli avversari raramente avranno pot-odds da spendere.

5-Valutare la percezione che gli altri hanno di noi al tavolo

Come gli altri ci percepiscono? Se siamo sicuri di aver dato dimostrazione di essere tight, di rispettare i raise e ci siamo spinti talvolta a mostrare mani forte con le quali abbiamo fatto foldare tutti su piatti interessanti,…Beh, a questo punto qualche bluff in più ce lo si può permettere! Moltissimi avversari saranno disposti a foldare sui nostri bluff (soprattutto da late position) piuttosto che rischiare con mani più residuali. Il suggerimento è di giocatore molto similmente anche mani diverse (tribettare ad esempio gli assi così come i dieci) e poi spingersi a bluffare con altre mani, soprattutto se si è più lunghi in stack.

6-Leggere il board

Tecnica non semplicissima, ma se “entra” può essere redditizia. E’ particolarmente utile quando la coppia è dai 77 sul board in giù. Le probabilità che tali carte siano state foldate o siano ancora nel mazzo è alta. Oppure è molto più facile cogliere un tell da un avversario che ha foldato il tris e “si dispera” (inconsapevole del fatto che noi lo stiamo osservando nonostante non sia nella mano). Detto ciò, simulare di avere la terza carta noi può essere semplice: si punta il Pot, o più, e si spera non ci siano call (che “puzzano” di set tanto quanto i raise!)

E’ ovvio che queste sei azioni per bluffare non hanno la pretesa di essere esaustive e, soprattutto, esatte. E’ altresì ovvio che siamo alle “azioni elementari” e conosciute da tantissimi giocatori.

Quindi:

Buon IngannAllenamento a tutti!!!

Usare responsabilmente!

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