Fatta una valida introduzione di massima a questo concetto, in questa seconda puntata l’intenzione è quella di buttarsi maggiormente nel concreto dell’immagine dando anche consigli strategici, visto lo spirito finale della nostra sezione del giornale.

Partiamo dal presupposto ormai assodato: l’immagine al tavolo è importante non tanto per il vostro gioco quanto per l’influenza che ha sugli altri nel modo di (op)porsi al vostro gioco.

Nessuno qui è un rodato professionista, quindi partiamo da un livello di tavolo base, fatto da bravi appassionati e nulla più…

Se avete un’immagine loose, i vostri avversari avranno maggiormente voglia di buttarsi a capofitto nei piatti dove siete voi perché si immagino di aver starting hands più forti delle vostre. Se ritenete di aver tale immagine, male non sarebbe giocare in modo più soft mani monster…ma non dimenticate mai come sovente lo slow-play non paghi!

Se al contrario la vostra immagine è tight, dovrete fare più sforzi per estrarre valore dagli avversari, ma sicuramente rischierete meno “sbarbarate”. In ogni caso però tale immagine tight consente di mostrarvi con uno che entra solo con ragionevolezza, mani di partenza valide: sicuramente vincerete più piatti di quanti ne perderete, ma probabilmente sarà più arduo vincere di piatti “monster”.

Uno dei più grandi vantaggi che però vi dà un’immagine chiusa è a mio parere il fatto di poter bluffare con maggior facilità e sicurezza: e questo, se dosato e giocato al meglio, è un enorme vantaggio in un tavolo di buoni amatori e non professionisti!

E se la vostra immagine Loose invece vi piace e non volete perderla? (Ne conosco di gente così…anche qui al giornale…e mica è scarso!) Possibile che non abbia vantaggi?

Come no! Se continuate a giocare e nessuno vi crede, non vi crederanno nemmeno quando vi arriverà la mano forte. Primo aspetto di vantaggio, ma forse un po’ dispendioso! Meno dispendioso però se lo facciamo diventare un vero valore aggiunto: saper tirar fuori valore da tutti quei piatti dove entriamo in modo “loose” e li portiamo a casa perché capiamo che tanto tutti hanno in mano “scartine”.

Occhio però al più grande rischio: entrare con mani marginali e trovare un punto in modo loose, porta spesso a non riconoscere come il vostro punto sia però inferiore (ad esempio solo per kicker) a un giocatore più tight entrato più convintamente nella mano!

E’ difficilissimo sapere quale immagine al tavolo sia più profittevole sul lungo periodo: sicuramente i professionisti hanno generalmente un’immagine più tight, ma non tutti. Questo perché lo stile loose ha sicuramente più svantaggi di uno stile tight, se ci riferiamo alle sole giocate e alle starting-hands. Un’immagine loose (che non è la stessa cosa) ha certamente meno svantaggi e possiamo più facilmente costruircela noi, mentre lo stile è qualcosa che si rifa il più delle volte a minori competenze pokeristiche.

L’importante ai nostri scopi è sempre e solo quello di essere almeno minimamente consapevoli di come ci percepiscono gli altri al fine di fasare meglio le nostre mosse!

Alla prossima!

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