Oggi andiamo ad analizzare il secondo aspetto tra i tre introdotti la scorsa settimana in tema di errori quando ci si interfaccia con le odds.

Avevamo identificato infatti 3 momenti di errore più frequenti: l’errato conteggio delle odds che guidano a un progetto (con un articolo molto interessante che potete ritrovare qui), l’errata applicazione di percentuali di vittoria e le problematiche derivanti dall’individuazione della probabilità statistica dell’avvento o meno di un determinato fenomeno.

Ecco quindi a scontrarci con il conto delle probabilità percentuali.

Molti giocatori, io per primo, preferiscono ragionare in termini percentuali in fase decisionale su una giocata importante. Per molti è infatti più intuitivo così che pensare a “3 a 1”, “4 a 5”, ecc.

E questo….ci può anche stare, soprattutto per un player connazionale: anche nelle scommesse sportive noi non siamo mai stati abituati a pensare così, ma attraverso dei moltiplicatori. Così anche nella statistica descrittiva ci viene più facile rappresentare l’avvento di un fenomeno descrivendolo in termini di “quante volte accade dati 100 tentativi”?

Ma quale quindi risulta il nostro errore più frequente?

Quello di non ricordarci di aggiungere alla somma del piatto creato anche le chips in aumento che darebbe la nostra puntata prima di dividere lo stesso percentualmente!

Con il calcolo delle odds base (quello detto “ratio-odds”) questa addizione non è necessaria, ma girando i risultati in percentuale diventa matematicamente fondamentale!

Se un avversario punta 50€ in un piatto di 100€, la somma totale dei soldi nel piatto dopo la sua puntata e la nostra eventuale chiamata sarà di 200€.

Pertanto la nostra eventuale chiamata per 50€ sarà ¼ del piatto e quindi il 25%. E’ questa quindi la corretta percentuale da accostare alla probabilità (alla percentuale, a questo punto) di chiudere il punto da noi ricercato per determinare se è utile e profittevole proseguire nella mano.

L’errore più comune sarebbe stato invece quello di calcolare l’eventuale chiamata (50) sul piatto momentaneo (150) dandoci quindi un’informazione percentuale scorretto (30%) e maggiorativa rispetto alla reale “profittabilità” potenziale della chiamata!

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