Il poker è un gioco nel quale convivono strategia, caso e probabilità.

Sapere che per giocare a poker sono richieste delle abilità ed essere in grado di valutare le proprie, fa una bella differenza! Vediamo quale.

Innanzitutto questa è la differenza tra essere consapevoli ed essere consapevoli di sé, applicata al gioco del poker.

Mentre la consapevolezza è un concetto che si riferisce al rendersi conto di qualcosa, la consapevolezza di sé implica un livello più complesso.

Essa fa parte delle funzioni esecutive “hot” (vedi articolo “Funzioni esecutive, gioco e gioco responsabile”) ed è una capacità introspettiva, di “guardarsi dentro” e di “percepire ciò che sta dentro di noi”.

La consapevolezza di sé ci permette di aver conoscenza dei nostri pensieri, emozioni e abilità e di auto-valutare comportamenti e abilità (Aronson, 2000).

Avere una buona consapevolezza di sé significa, ad esempio, avere una stima accurata delle proprie abilità, siano esse scarse, medie o alte.

L’inaccuratezza dell’auto-valutazione può dare origine a quello che viene detto “effetto superiore alla media” (“above the average” o “better than average effect”), il quale ha portato il 93% di un campione di guidatori statunitensi e il 69% di uno di svedesi a credere che essi fossero al di sopra della media (Svenson, 1981).

Questo effetto è anche conosciuto come superiorità illusoria e consiste nel sovrastimare le proprie qualità positive e sottostimare quelle negative.

Le persone che sono incompetenti in un certo ambito, tendono a non essere consapevoli del fatto che commettono errori di giudizio e che fanno scelte sbagliate, perché sono arrivati a conclusioni errate partendo dai dati che avevano a disposizione.

Si illudono di essere superiori.

Di contro i competenti possono soffrire dell’opposto: l’illusione di essere inferiori. Come può accadere? Essi sottovalutano le proprie capacità.

Paradossalmente possiamo così avere persone incompetenti che si sentono superiori e persone competenti che si sentono inferiori.

Una conseguenza di questa distorsione cognitiva è che possiamo avere persone incompetenti che hanno un’alta stima di sé, perché convinti di essere superiori, e persone competenti che al contrario hanno bassa stima di sé, proprio perché si vedono inferiori.

Come è possibile che chi è competente pensi di essere inferiore degli altri? Capita quando si presume che gli altri abbiano delle abilità almeno pari alle proprie.

Mentre l’incompetente commette errori di valutazione di se stesso, il competente sbaglia a valutare gli altri.

Questa distorsione cognitiva è conosciuta come effetto Dunning-Kruger (Kruger – Dunning, 1999).

Come è possibile che chi ottiene una prestazione scarsa sia convinto che sia buona?

Accade quando vi sono difficoltà o deficit nella capacità di auto-osservarsi o nella capacità di distinguere ciò che è accurato da ciò che è sbagliato.

I ricercatori hanno dimostrato che migliorare le capacità dei soggetti e quindi le loro capacità di auto-osservarsi, li ha aiutati a riconoscere i limiti delle proprie abilità: diventare più competenti può essere utile anche a comprendere che prima lo sia era meno.

Come possiamo applicare questa conoscenza al mondo del poker?

Il giocatore che vuole giocare a poker ha bisogno di essere consapevole di quanto è abile a giocarci.

Dato che l’alea è la componente del poker che non si può controllare, allora è importante riconoscere che la componente di abilità sia quella che il giocatore può gestire.

Per farlo però, c’è bisogno che la consapevolezza delle proprie abilità di gioco sia accurata e che quindi il giocatore sappia quanto vale davvero. Questo è il punto di partenza nel processo di apprendimento e crescita del giocatore.

Più migliora, più è consapevole di quanto sia meglio rispetto a prima. Ecco che allora può riconoscere gli errori che egli stesso ha commesso e non attribuisce più il risultato esclusivamente a fattori esterni come il caso o una poker room “truccata”.

I fallimenti possono essere integrati in un processo di crescita basato su prove ed errori e il giocatore diventa più responsabile delle proprie scelte.

Per evitare l’illusione di essere inferiori, anche i giocatori competenti hanno bisogno di continuare il loro percorso di crescita, in modo da migliorare la propria consapevolezza sulle abilità del passato e del presente e pianificare un percorso che li porti ad essere domani migliori di oggi.

 Dott.Mauro Schiavella

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BIBLIOGRAFIA

Aronson E – Wilson TD – Akert RM (2000), Social Psychology, Pearson.

Kruger J – Dunning D (1999), “Unskilled and unaware of it: How difficulties in recognizing one’s own incompetence lead to inflated self-assessments”, J Pers Soc Psychol, Dec; 77(6): 1121-34.

Langer EJ (1975), “The illusion of control”, Journal of Personality and Social Psychology, 32 (2): 311–328.

Svenson O (1981), “Are we all less risky and more skillful than our fellow drivers?”, Acta Psychologica, 47 (2): 143–148.

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