Come abbiamo visto nell’articolo “Funzioni esecutive, gioco e gioco responsabile”, il poker è un gioco che richiede l’utilizzo delle funzioni esecutive, attività cognitive di alto livello grazie alle quali riusciamo a valutare, organizzare, pianificare e monitorare.

Tra di esse vi è la “Teoria della Mente” (TOMTheory of Mind; Stahl – Wilson, 1995), che appartiene alle funzioni esecutive “hot”, ossia quelle basate sulle emozioni e sensibili alla ricompensa.

La teoria della mente ci permette di identificare e comprendere le emozioni, i pensieri e le intenzioni degli altri.

Quando non riusciamo ad utilizzare questa capacità, viviamo una sorta di cecità mentale rispetto al mondo che ci circonda, con conseguenze che possono essere anche gravi dal punto di vista delle relazioni sociali.

Per esempio, non riusciamo a capire se il comportamento di una persona sia intenzionale o no, abbiamo problemi a comprendere la prospettiva degli altri e facciamo fatica a capire che il nostro comportamento ha un effetto sugli altri, sui loro pensieri e sulle loro emozioni.

Gli altri, dal canto loro, potranno pensare di noi che non siamo empatici e non li comprendiamo.

Come si applica tutto ciò all’attività del gioco e in particolare al gioco del poker?

La teoria dei giochi ha studiato molto la teoria della mente. Nei giochi strategici il giocatore ha bisogno di sviluppare una teoria della mente dell’avversario, cioè una teoria che spieghi il modo in cui funziona la mente dell’altro in tutti i suoi aspetti: pensieri, emozioni ed intenzioni.

Dopodiché il giocatore potrà pianificare il proprio comportamento sulla base della teoria della mente dell’avversario che lui si è costruito: “se lui funziona così, allora io agisco in questo modo”.

In un gioco di strategia come il poker, tanto più accurata e corrispondente alla realtà è la teoria delle mente dell’avversario che abbiamo sviluppato, tanto più riusciremo ad anticipare le sue mosse.

Se poi riusciamo a pensare che le mosse dell’avversario sono basate sulla teoria della mente che lui si è fatto del nostro funzionamento, allora ci sarà più chiaro quanto il comportamento dell’uno avrà ripercussioni su quello dell’altro e viceversa: “quel che penso che tu pensi che io penso” (Hedden – Zhang, 2002).

Ad ogni “penso” aggiunto, il ragionamento diventa più profondo di un livello.

La profondità del ragionamento può variare a seconda dei contesti e delle persone. Alcuni ricercatori hanno mostrato che capacità cognitive superiori e la maggior esperienza di gioco comportino la tendenza ad applicare processi di ragionamento più profondi (Bosch-Domènech, 2002).

Dalla parte opposta un sovraccarico cognitivo e un abbassamento delle prestazioni delle funzioni esecutive comporta un ragionamento più superficiale, anche in persone che sono capaci di ragionare ad un livello più profondo (Devetag – Warglien, 2003).

Quali fattori influenzano la teoria della mente nel poker live e nel poker online?

Abbiamo detto che la teoria della mente è basata sulle emozioni e sensibile alle ricompense. Nel poker live tutti i sensi dei giocatori sono continuamente e massicciamente stimolati (vedi articolo prossemica).

Stare vicino ad altri giocatori, guardarli ed essere guardati, sentire rumori, suoni e odori sono tutte informazioni sensoriali che arrivano al nostro cervello e che vanno a stimolare l’amigdala, archivio della memoria emotiva, nella quale custodiamo il ricordo di tutte le situazioni piacevoli e spiacevoli, di vittoria e di sconfitta della nostra vita.

Il nostro cervello confronta l’informazione appena arrivata con quelle già immagazzinate, per capire se la situazione vissuta è una possibile minaccia. In caso vi sia una corrispondenza positiva, scatta immediatamente un allarme che genera stress: siamo pronti ad attaccare o a fuggire.

Nel poker live dunque l’iperstimolazione sensoriale può produrre un sovraccarico emotivo, che a sua volta interferisce con la capacità di elaborare una teoria del funzionamento della mente degli avversari, riducendo così le probabilità di vittoria del giocatore.

Alcuni giocatori utilizzano strategicamente il trash talk per distrarre, fanno uso di odori e profumi che possono infastidire e cercano di sedurre e manipolare gli avversari ingaggiandoli sul piano emotivo.

Nel poker online c’è un sovraccarico cognitivo legato al gioco multitavolo e alla rapidità delle decisioni prese. Anche qui vi è la componente del trash talk, possibile attraverso l’uso della chat.

Inoltre vissuti emotivi legati alla solitudine e all’isolamento, possono aumentare lo stress emotivo del giocatore.

 Dott. Mauro Schiavella

BIBLIOGRAFIA

Bosch-Domènech A et al (2002), “One, two, (three), infinity,. . .Newspaper and lab beauty-contest experiments”, American Economic Review, 91, 1687–1701.

Devetag G – Warglien M (2003), “Games and phone numbers: Do short-term memory bounds affect strategic behavior? “, Journal of Economic Psychology, 24, 189–202.

Hedden T – Zhang J (2002), “What do you think I think you think?: Strategic reasoning in matrix games”, Cognition, 85:1-36.

Stahl D – Wilson P (1995), “On players’ models of other players: Theory and experimental evidence”, Games and Economic Behavior, 10, 218–254.

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