Di Stuart Errol Ungar, meglio noto come Stu Ungar, leggenda del poker Texas Hold’em, negli anni si è parlato tanto, anzi tantissimo.

Film, libri e leggende su di lui non sono riusciti a colmare la sete di curiosità da sempre esistita intorno a questo personaggio che incarna perfettamente l’idea del genio ribelle, diviso tra tossicodipendenza, eccessi, enormi vittorie e clamorose cadute.

Umanamente è considerato il più forte giocatore di tutti i tempi, l’unico ad essere riuscito a vincere per tre volte il Main Event delle World Series of Poker: addirittura molti pensano che i successi sarebbero saliti a quattro se un’overdose di cocaina non gli avesse impedito di prendere parte al Day 3 del 1990, dove era in gara da chip leader.

L’assenza dal tavolo consegnò a vittoria a Monsour Matloubi ma due anni dopo, durante un altro Main Event delle WSOP, Stu Ungar pensò fosse arrivato il momento di ristabilire le gerarchie.

Del resto Matloubi con quella vittoria si era guadagnato un’ottima reputazione come giocatore e per alcuni aveva addirittura uno stile iper aggressivo superiore a quello di Ungar.

Stu quindi, dotato di spirito competitivo come pochi, non impiegò molto a decidere di sfidare l’avversario in un celebre Heads Up dal buy-in di 50.000 dollari che inizialmente vide andare in vantaggio Matloubi ma poi ristabilì effettivamente le gerarchie tra i due rendendo Stu protagonista di un call sorprendente che, a distanza di oltre 20 anni, dimostra quanto in questo gioco, contino le skill e l’importanza di saper leggere l’avversario.

Ed è proprio a quel famosissimo Call che dedichiamo oggi il nostro pezzo.

Questa l’action: Stu è in leggero vantaggio, $60.000 per lui e 40.000 per il suo oppo e decide da SB di rilanciare con Td9c fino a 1.600 $ ricevendo il call con 4d5c. Al flop cadono 337 rainbow e Stu decide di bettare $ 6.000; call di Mansour.

Con il K del turn entrambi optano per un check, river Q e Mansour decide di andare in all In per i suoi restanti 32.000 $.

Stu si prende solo qualche secondo prima di dichiarare il call, aggiungendo al suo avversario: “You have 4-5 or 5-6; im gonna call you with this” (Tu dovresti avere 4-5 o 5-6; ti chiamo con questi), scoprendo i suoi T-8 e portando a casa il piatto con dieci alta!

Qualsiasi commento a questa mano è superfluo: a distanza di oltre 20 anni rimane una delle chiamate migliori nella storia del Texas Hold’em che solo un campione indiscusso e un genio come lui, poteva mettere a segno con tanta facilità.

Non è un caso che, come detto nell’apertura, a distanza di anni  il mito di Stu Ungar sia ancora così vivo: una leggenda il cui insegnamento è destinato a restare per sempre vivo nella storia del Poker Texas Hold’em.

Articolo di Romina D’Agostino per Il Giornale del Poker

Stu Ungar

 

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